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Alessandro FERDANI, classe 1985, nasce in quel di Mulazzo (Lunigiana). Dopo il conseguimento del diploma di scuola media superiore, decide di non continuare gli studi universitari, ma di lavorare. Il lavoro che va ad intraprendere  gli consente di ricavarsi degli spazi liberi che finalizza alla sua passione: gli animali, la terra, i trattori e i mezzi agricoli in genere. Questo sentimento ha radici lontane quando, ancora piccolissimo, frequentava la casa dei nonni paterni che erano contadini e, un po’ più tardi, quando andava insieme ai genitori ad acquistare formaggi da un pastore della zona. L’abilità di quest’ultimo nel gestire gli animali, mungere e produrre formaggi, la sua notevole dialettica, l’aspetto e il comportamento  quasi sciamanico, incidono in maniera notevole sull’ immaginario di Alessandro.

Dopo il liceo acquista qualche pecora, poi qualche altra ancora, sino a raggiungere  un piccolo ma significativo  numero di capi. Nasce così l’azienda agricola IL GRADILE.
La passione per la terra  lo spinge anche alla semina di varietà quasi scomparse quali il farro, il grano autoctono e il granturco otto file.  Tutto questo misurato nella realtà locale, fatta di piccoli appezzamenti, presi qua e là in affitto.

Il nome Il Gradile si rifà ad un locale importantissimo nella casa contadina lunigianese con molteplici  funzioni: il Gradile, appunto, che quotidianamente veniva adoperato come cucina e per cuocere nei testi (antichi forni mobili prima di coccio poi di ghisa)  e nei fornelli a legna. Durante la stagione autunnale veniva impiegato per essiccare le castagne, poste sopra il soffitto fatto a graticcio facendo bruciare lentamente la legna. Era anche un locale di convivialità. Panche e “scranne” (sedie dall’alto schienale) erano collocate ai lati del focolare ed erano utilizzate per il riposo, per il consumo dei cibi e per sedersi a veglia nelle lunghe sere d’inverno, quando tutta la famiglia ed anche il vicinato si riuniva attorno al focolare e gli anziani narravano ai più giovani le “fole”, (racconti e filastrocche), mantenendo in vita l’antico patrimonio della cultura orale. La scelta del nome “Il Gradile” è stata fatta quindi per rendere omaggio ad un locale che ha fatto la storia della civiltà contadina e per rivivere, per quanto possibile, la passione per le cose fatte con semplicità, ma nel più rigoroso rispetto della tradizione.

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IL TERRITORIO

Il territorio di Sansepolcro è dominato da paesaggi collinari che alternano valli verdeggianti, ricche di ulivi, vigneti e campi di girasoli, a piccole montagne coperte di boschi di castagni e querce. Questa regione, attraversata dal fiume Tevere, offre un habitat ideale per una varietà di flora e fauna locale. Il paesaggio urbano è caratterizzato da una ricchezza di architettura storica, con il centro storico di Sansepolcro che ospita molti edifici importanti. L’Abbazia di Sansepolcro, fondata nell’11° secolo, è uno di questi, così come il Palazzo Comunale, un edificio rinascimentale. Un altro luogo di interesse è il Museo Civico di Sansepolcro, che ospita molte opere del famoso pittore rinascimentale Piero della Francesca, nato qui. Sansepolcro è anche famoso per le sue tradizioni culinarie. La zona è conosciuta per i suoi prodotti di alta qualità, come l’olio d’oliva, i vini, i funghi, i tartufi e una varietà di salumi e formaggi locali.

GLI ABBINAMENTI

Pici all’aglione: Si tratta di una delle ricette più classiche, dove i Pici vengono conditi con una salsa di pomodoro e aglio, conosciuto in Toscana come “aglione”. Questo piatto si abbina perfettamente con un vino rosso toscano corposo, come un Chianti Classico o un Brunello di Montalcino.
Pici al ragù di cinghiale: In questo piatto, i Pici sono conditi con un ragù fatto con la carne di cinghiale, un ingrediente molto diffuso nella cucina toscana. Questo piatto ricco e robusto va bene con un vino rosso strutturato, come un Morellino di Scansano.

Pici cacio e pepe: Una versione toscana del classico piatto romano, dove i Pici vengono conditi con pecorino toscano e pepe nero. Questo piatto si abbina bene con un vino bianco di medio corpo, come un Vernaccia di San Gimignano.

LA CUCINA LOCALE

Una delle ricette più tipiche di Sansepolcro e dell’alta Val Tiberina in Toscana è la “Torta di Pasqua”, conosciuta anche come “Torta co’ Bischeri” o “Torta Brusca”. Questo piatto, nonostante il nome, non è una torta nel senso tradizionale. È piuttosto un tortino salato, a volte considerato una sorta di pane speciale, che viene preparato principalmente durante il periodo pasquale. La Torta di Pasqua può essere gustata da sola o accompagnata con affettati o formaggi. È un piatto che simboleggia la convivialità e la ricorrenza pasquale in Toscana.